Al nemico lettore

<<Del fiume assiro grande è la corrente, ma molte sono le impurità
e molto fango trascina nell’acqua.
Non da ogni parte a Demetra portano acqua le api,
ma quella che pura e incontaminata sgorga da una sacra fonte,
piccola stilla, limpidezza estrema.>>

(Callimaco, Inno ad Apollo, vv. 131-135)

Come ho già avuto modo di lasciar trasparire dalla citazione callimachea, vorrei che questo neonato blog possa essere l’acqua pura ed incontaminata che stilla da una piccola fonte da cui attingono le api per Demetra, preziosa a confronto dell’acqua fangosa e fragorosa del fiume assiro. Vorrei creare, pur in una cristallina bellezza, un’escrescenza mostruosa del mio pensiero, il prodotto ipertrofico di un’immaginazione che si espande come un cancro, un fiore che nel suo candido e caldo bagliore emana gli effluvi insani di un’incontrollabile exacerbatio cerebri
Vorrei un abisso dove far riposare gli affanni e le sofferte bellezze, un inferno per la collera, un inferno per l’orgoglio, e l’inferno della carezza; un concerto d’inferni.

Vorrei completare l’opera incompiuta con A Decadent Soul.

Per rendere più accessibili i contenuti del blog, cercherò di fare il possibile per fornire sempre una traduzione efficace e confacente in inglese e, se possibile, in altre lingue.

Il filo conduttore principale del blog, come anche del precedente, informale ed adolescenziale, sarà anche questa volta, ma non solo, il Decadentismo, Weltanschauung e corrente artistico-letteraria in cui mi identifico da sempre.

Spero, dunque, di riuscire a innervare la mia scrittura di stimoli tali da riuscire ad eccitare non tanto le corde del Vostro cuore o le fibre del Vostro corpo, quanto i Vostri nervi, i Vostri neuroni.

Prima di concludere, avendo inaugurato il blog con un’ “illuminazione” di Rimbaud, con la poesia che apre i Fiori del Male di Baudelaire, ovvero Al lettore, avverto tutti che tutto ciò che pubblicherò senza fonti e non come citazione è da considerarsi come mia proprietà intellettuale e pertanto protetto da copyright.

Ma non voglio tediarVi ancora.

La stoltezza, l’errore, il peccato, l’avarizia
occupano gli spiriti tormentando i corpi
e noi alimentiamo gli amabili rimorsi,
come i mendicanti nutrono i loro insetti.

Caparbi i peccati, fiacchi i pentimenti;
ci pagano lautamente le nostre confessioni,
e sul sentiero di fango ritorniamo lieti,
credendo che vili lacrime lavino ogni colpa.

Sul guanciale del male Satana Trimegisto
culla a lungo lo spirito incantato,
e il ricco metallo della nostra volontà
è svaporato da quel sapiente chimico.

Tiene il Diavolo i fili che ci muovono!
Scopriamo un fascino nelle cose ripugnanti;
ogni giorno d’un passo, nel fetore delle tenebre,
scendiamo verso l’Inferno, senza orrore.

Come un misero vizioso che bacia e morde
il martoriato seno d’una vecchia puttana,
noi rubiamo in fretta un piacere furtivo
spremendolo con forza come una vecchia arancia.

Come un milione di elminti, stipato, brulicante,
un popolo di Demoni fa bagordi nei cervelli,
e con il respiro scende nei polmoni,
fiume invisibile, la Morte, con lamenti sordi.

Se stupro, veleno, pugnale ed incendio
non hanno ancora ricamato con segni piacevoli
di pietosi destini il banale canovaccio,
è che l’anima nostra, ahimé! Non è troppo ardita.

Ma tra gli sciacalli, le cagne, le pantere,
le scimmie, gli scorpioni, i serpenti, gli avvoltoi,
i mostri guaiolanti, urlanti, grugnenti e striscianti,
nell’infame serraglio dei nostri vizi,

eccolo là il più brutto, il più immondo, il più maligno:
la Noia! Non si scalmana con gran gesti e grida,
ma farebbe facilmente una rovina della terra
e in uno sbadiglio ingoierebbe il mondo!

Ha l’occhio gonfio d’involontarie lacrime,
e sogna patiboli fumando la sua pipa.
Quel raffinato mostro, tu, lettore, lo conosci,
-ipocrita lettore, – mio simile – fratello!

[Charles Baudelaire, I Fiori del Male, Al lettore, Newton & Compton Editori, 1999 ed. it. a cura di Massimo Colesanti]

Aggiungo ancora che sono e saranno graditissime le Vostre segnalazioni, come suggerimenti per migliorare questo piccolo angolo fatale, ma anche correzioni di eventuali errori che mi siano sfuggiti.

Per il resto, ora mi ritiro nella mia torre d’avorio… Ma, caro Satana, ti scongiuro, uno sguardo meno irritato! e aspettando le ultime piccole vigliacchierie, tu che ami nello scrittore l’assenza di facoltà descrittive o istruttive, per te stacco questi pochi orribili foglietti dal mio taccuino di dannato.

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